In occasione di Agrimont e della 11ª edizione del premio giornalistico “Ivano Pocchiesa”, è stato presentato a Longarone Fiere il bilancio del progetto europeo “Gelato on the Road”. Maria Valentina Vanceo (nella foto), project manager dell’iniziativa e rappresentante di Longarone Fiere Dolomiti (capofila del progetto), ha illustrato i risultati di un percorso iniziato nel 2023 che si concluderà ufficialmente ad aprile 2026.
Il progetto ha visto la collaborazione di 17 partner distribuiti in più di 12 Paesi europei, impegnati nella costruzione della prima “strada europea del gelato”. L’obiettivo centrale è il passaggio del gelato da semplice prodotto industriale a patrimonio culturale immateriale, portatore di storia, metodi e tradizioni.
Tra le risorse digitali messe in campo, spicca l’archivio Caviezel, che raccoglie oltre 10.000 documenti tra libri, ricette e ricerche legate alla storia di questo prodotto.
I giovani e il futuro del settore
Secondo quanto dichiarato da Vanceo, si riscontra una crescente curiosità da parte dei giovani verso l’attività artigianale.
- L’interesse non riguarda solo le famiglie storiche originarie della Val di Zoldo, del Cadore o di Zoppè, ma si estende a nuovi profili attratti dai valori etici del prodotto.
- Il gelato artigianale viene scelto per la sua attenzione alla sostenibilità ambientale e alla salute.
- Il legame con la memoria e la tradizione rappresenta un fattore decisivo per le nuove generazioni, sia in Italia che nel resto d’Europa.
Oltre i confini dell’Unione Europea
Nonostante il progetto sia nato in ambito comunitario, la rete si sta espandendo a livello globale.
- Sono stati siglati protocolli d’impegno con oltre 250 gelaterie.
- La rete include realtà attive in Argentina, Brasile e Giappone, pronte a unirsi al progetto se rispettano i criteri di qualità richiesti.
- È in corso un iter con il Consiglio d’Europa per ottenere il riconoscimento ufficiale tra le “strade culturali”.
L’interessamento delle istituzioni è stato confermato anche durante i recenti incontri al Parlamento Europeo, dove è emersa la volontà di continuare a investire nel gelato come prodotto culturale, rafforzata dal riconoscimento del Made in Italy e del legame con il patrimonio UNESCO.




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