Imprese e Terzo Settore: a Belluno nasce la nuova alleanza per il welfare del territorio

Redazione | 20 marzo 2026 alle 17:35 | 0 commenti

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Un modello di collaborazione strutturata tra imprese e Terzo Settore per rafforzare il welfare locale e generare impatto sociale misurabile. È quanto emerso dal convegno “Dalla responsabilità all’impatto. Il volontariato aziendale nelle nuove strategie di sviluppo locale”, ospitato a Villa Doglioni-Dalmas e promosso da Csv Belluno Treviso insieme a Confindustria Belluno Dolomiti, Epta, Comitato d’Intesa e Afdvs, con il sostegno di Fondazione Cariverona.

L’incontro ha riunito circa cento partecipanti tra istituzioni, imprese e operatori del sociale, mettendo al centro un tema sempre più strategico: il ruolo del volontariato aziendale nelle politiche di sviluppo territoriale.

Un modello operativo tra impresa e comunità

Cuore del confronto è stata l’esperienza sviluppata tra Csv Belluno Treviso ed Epta, che ha dato vita a un progetto strutturato di volontariato aziendale. Il percorso ha visto il coinvolgimento diretto dei dipendenti in attività a favore della comunità, attraverso un sistema organizzato e guidato.

Il Csv ha svolto una funzione di regia: dall’analisi dei bisogni del territorio alla selezione delle associazioni, fino alla progettazione di attività coerenti con competenze e necessità operative.

I dati sintetizzano l’impatto dell’iniziativa:

  • oltre 20 associazioni coinvolte
  • 40 attività realizzate
  • 140 dipendenti partecipanti
  • 8 ore annue retribuite dedicate al volontariato per ciascun lavoratore nel programma EptaGIVES

Le attività hanno riguardato ambiti diversi: supporto a persone fragili, iniziative sociali, progetti educativi e culturali, affiancamento in eventi benefici e volontariato di competenza, come informatica e grafica.

Volontariato aziendale come leva di crescita

Il progetto non si è limitato a un approccio solidale, ma è stato strutturato come percorso formativo e organizzativo. Le fasi di formazione, attivazione e team building, supportate da un coach, hanno trasformato l’esperienza in uno strumento di sviluppo del capitale umano.

Tra gli elementi distintivi, la creazione di una rete interna di “ambassador”: dipendenti già attivi nel volontariato che hanno promosso il progetto all’interno dell’azienda, favorendo una partecipazione più ampia e consapevole.

Il risultato è stato un rafforzamento del benessere organizzativo e, parallelamente, un miglioramento della capacità delle associazioni di gestire collaborazioni strutturate con il mondo profit.

Un framework di Responsabilità Sociale per il Terzo Settore

Dall’esperienza è nato anche un modello innovativo di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) adattato agli enti non profit. Il framework integra competenze manageriali aziendali e conoscenze del Terzo Settore, rendendo la RSI uno strumento applicabile anche alle organizzazioni sociali.

Il modello include:

  • un sistema di autovalutazione
  • strumenti di pianificazione strategica
  • indicatori per il monitoraggio e la rendicontazione dell’impatto

Questo approccio consente agli enti di migliorare la propria organizzazione interna e di dialogare in modo più efficace con le imprese, grazie a un linguaggio comune e a una maggiore trasparenza.

La sperimentazione su sei associazioni del territorio ha già evidenziato risultati positivi, aprendo prospettive di replicabilità su scala più ampia.

Le dichiarazioni

«Il convegno rappresenta la dimostrazione concreta di come la Responsabilità Sociale d’Impresa possa essere applicata anche al non profit, generando un rafforzamento reciproco», ha dichiarato Giancarlo Cavallin, presidente di Csv Belluno Treviso. «Le associazioni dispongono ora di strumenti utili per monitorare e comunicare i risultati, facilitando anche il fundraising e il dialogo con le imprese».

Sulla stessa linea Francesco Carrer, Country HR Director di Epta Italia: «Il volontariato aziendale è una leva di crescita personale e professionale che rafforza il lavoro di squadra. Il progetto EptaGIVES dimostra come l’impegno sociale possa tradursi in azioni concrete e in un impatto misurabile sul territorio».

Verso un welfare territoriale condiviso

L’esperienza presentata a Belluno evidenzia un cambio di paradigma: dalla responsabilità sociale come elemento accessorio a leva strategica di sviluppo locale. La collaborazione tra imprese e Terzo Settore si configura sempre più come un modello operativo capace di generare valore condiviso, rafforzando il tessuto sociale ed economico del territorio.

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