Olimpiadi e Paralimpiadi 2026, Berton: «Dalle Dolomiti parte una nuova fase per la montagna»

Redazione | 16 marzo 2026 alle 15:30 | 0 commenti

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Con la cerimonia conclusiva delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026 si chiude un capitolo significativo per il territorio dolomitico. All’indomani dell’evento che ha concluso le competizioni paralimpiche a Cortina d’Ampezzo, la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton, traccia un bilancio dell’esperienza olimpica e guarda alle prospettive future per la montagna bellunese.

«Chiudiamo una pagina memorabile della nostra storia e siamo pronti ad aprirne un’altra fatta di opere, programmazione e inclusione», ha dichiarato Berton, sottolineando come l’esperienza dei Giochi abbia superato le aspettative della vigilia. Secondo la presidente degli industriali bellunesi, la montagna ha dimostrato di essere all’altezza di un evento globale, capace di attirare l’attenzione di oltre due miliardi di persone nel mondo.

Un risultato che, secondo Berton, ha permesso di valorizzare non solo l’organizzazione sportiva ma anche il patrimonio paesaggistico delle Dolomiti e la capacità del territorio di accogliere grandi eventi internazionali. In questo contesto le Paralimpiadi hanno assunto un significato particolare, rafforzando il messaggio di inclusione e accessibilità.

«La bellezza della montagna passa anche attraverso l’inclusione», ha evidenziato Berton, ricordando come le competizioni paralimpiche abbiano mostrato la possibilità di rendere l’ambiente alpino accessibile e aperto a tutti.

Il tema dell’inclusione è stato al centro anche dell’iniziativa “Ogni cosa è un miracolo”, promossa da Confindustria Belluno Dolomiti insieme alla Fondazione Efesto e ospitata al Teatro Comunale di Belluno. L’evento, dedicato al rapporto tra impresa e disabilità, ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico. Sul palco si sono alternati artisti, atleti e performer, proponendo uno spettacolo che ha unito musica, danza e testimonianze.

Secondo Berton, iniziative di questo tipo dimostrano come il mondo delle imprese possa contribuire alla costruzione di una società più inclusiva. «Il talento senza umanità e le competenze senza cuore non bastano», ha affermato, sottolineando il ruolo delle aziende all’interno della comunità.

Guardando al futuro, la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti ha evidenziato come l’eredità dei Giochi non si limiti alla visibilità internazionale ottenuta, ma includa anche le infrastrutture realizzate e quelle ancora da completare. Tra le priorità indicate figura il completamento delle varianti stradali di San Vito di Cadore e Longarone, considerate opere strategiche per la mobilità del territorio.

Berton ha infine rivolto un appello alle istituzioni, alla Fondazione Milano Cortina 2026 e alla società SIMICO affinché il lavoro avviato con i Giochi prosegua in modo coordinato. «Questa Olimpiade non deve essere considerata un punto di arrivo, ma uno strumento per migliorare la qualità della vita di chi vive e lavora nelle terre alte».

In conclusione, Berton ha ringraziato imprese, lavoratori, amministrazioni, volontari, forze dell’ordine e atleti per il contributo alla riuscita dell’evento, sottolineando come la sfida ora sia valorizzare la “legacy olimpica” per garantire nuove opportunità alle future generazioni e rafforzare il ruolo della montagna bellunese nel panorama internazionale

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