Legge di Bilancio, CNA Belluno: bene la detassazione sui contratti, ma incentivi poco accessibili alle Pmi

Redazione | 10 gennaio 2026 alle 19:38 | 0 commenti

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Una manovra improntata alla prudenza sui conti pubblici, ma che rischia di lasciare indietro le micro e piccole imprese. È questa la valutazione di Appia CNA Belluno sulla Legge di Bilancio, illustrata dal presidente Andrea Cerentin, che ha analizzato luci e ombre delle nuove misure per il tessuto produttivo provinciale.

«Si tratta di una manovra frutto di scelte responsabili sul fronte della finanza pubblica – osserva Cerentin – ma il rigore non deve far dimenticare che le nostre imprese, soprattutto le più piccole, hanno bisogno di strumenti più efficaci per affrontare competitività, digitalizzazione e costi energetici».

Tra gli elementi positivi, CNA segnala l’estensione al 2024 della detassazione degli aumenti retributivi previsti nei rinnovi contrattuali, misura che riguarda in particolare i settori commercio, turismo e servizi e che potrà essere applicata anche ai contratti già firmati. Un intervento che, secondo l’associazione, rappresenta «un segnale concreto di attenzione al lavoro» in un contesto segnato dall’aumento del costo della vita.

Valutata favorevolmente anche la cancellazione delle limitazioni all’utilizzo dei crediti d’imposta, che evita ulteriori complicazioni nella gestione dei versamenti fiscali e contributivi per molte Pmi bellunesi.

Più critico il giudizio sugli incentivi agli investimenti. Il ritorno a strumenti come super e iperammortamento, secondo CNA, rischia infatti di escludere una parte consistente delle imprese. «Il passaggio dal credito d’imposta a questi meccanismi – sottolinea Cerentin – penalizza circa il 40% dei potenziali beneficiari. L’iperammortamento è legato agli utili e alla solidità finanziaria, favorendo di fatto le aziende più grandi, mentre le Pmi, con margini più ridotti, restano escluse».

Sul fronte della Transizione 5.0, l’associazione riconosce come positivo lo stanziamento di risorse per l’uscita dal precedente regime, ma chiede chiarezza normativa per garantire il rispetto delle condizioni inizialmente previste per le imprese che hanno già presentato domanda.

Resta invece una forte preoccupazione per l’assenza di misure incisive sui costi energetici, aggravata dall’aumento delle accise sul gasolio, che rischia di pesare in modo significativo su trasporti e attività produttive, soprattutto in un territorio montano come quello bellunese.

Qualche segnale incoraggiante arriva invece dal fronte fiscale, con la proroga dei bonus per ristrutturazioni ed ecobonus e l’innalzamento a 5.300 euro del limite di deducibilità dei contributi ai fondi pensione, misura che favorisce la previdenza complementare e alleggerisce il carico fiscale per lavoratori e imprenditori.

Secondo i dati della Camera di Commercio aggiornati al 30 settembre, la provincia di Belluno conta 12.867 imprese attive, in lieve aumento rispetto a inizio anno, con una crescita dei servizi alle imprese. Permangono però difficoltà nei settori del commercio e dell’agricoltura.

«I segnali positivi non devono farci abbassare la guardia – conclude Cerentin –. In una fase complessa per la competitività internazionale, servono strumenti mirati, risorse certe e un quadro normativo stabile che permetta alle Pmi di pianificare il futuro con maggiore fiducia».

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