Imu agevolata per gli italiani all’estero nei piccoli comuni: approvata la nuova legge

Marco Crepaz | 05 dicembre 2025 alle 17:51 | 0 commenti

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La Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità, con 229 voti favorevoli e nessun contrario, la proposta di legge che introduce una riduzione significativa dell’Imu per gli italiani residenti all’estero proprietari di un immobile nei piccoli comuni. La norma riguarda circa 100mila cittadini iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) e si applica alle abitazioni situate nei centri con meno di 5mila abitanti.

Le nuove agevolazioni sull’Imu

Il provvedimento ridefinisce le condizioni per l’accesso alle agevolazioni fiscali su un solo immobile a uso abitativo, posseduto a titolo di proprietà, non locato e non concesso in comodato. L’abitazione deve trovarsi nel comune di ultima residenza prima del trasferimento all’estero.

Il nuovo meccanismo prevede tre fasce di sconto legate alla rendita catastale:

  • fino a 200 euro: Imu completamente azzerata;
  • da 201 a 300 euro: Imu ridotta al 40% dell’importo dovuto;
  • da 301 a 500 euro: Imu ridotta al 67%.

Si tratta di una misura che amplia un beneficio finora riservato esclusivamente ai pensionati residenti all’estero in regime di convenzione internazionale con l’Italia.

Sconto del 50% anche sulla Tari

Alle agevolazioni sull’Imu si affianca anche una riduzione sulla Tari. Per gli stessi immobili utilizzati come abitazione dai residenti all’estero, la tassa sui rifiuti sarà dovuta nella misura del 50%. La modifica è stata introdotta per evitare che il risparmio sull’Imu venga compensato da costi elevati legati alla gestione dei rifiuti.

I requisiti per accedere ai benefici

Le agevolazioni spettano solo a chi:

  • possiede una sola unità immobiliare in Italia;
  • ha risieduto in Italia per almeno cinque anni prima del trasferimento all’estero;
  • è proprietario di una casa situata in un comune con meno di 5mila abitanti;
  • utilizza l’immobile come abitazione, senza affitti o comodati.

Decorrenza dal 2026 e iter al Senato

L’entrata in vigore delle nuove misure è prevista dal 2026, compatibilmente con i tempi di approvazione definitiva del provvedimento da parte del Senato. Secondo il relatore Toni Ricciardi, si tratta di un intervento atteso da tempo da molti italiani all’estero che tornano nel paese di origine solo per brevi periodi dell’anno.

Coperture finanziarie e rimborsi ai comuni

Il costo della misura è stimato in circa 12 milioni di euro all’anno. Per compensare le minori entrate degli enti locali, è previsto un meccanismo di ristoro a favore dei comuni interessati tramite un decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia, da adottare entro il 30 aprile di ogni anno.

Risposta ai rilievi dell’Unione europea

La nuova normativa tiene anche conto dei rilievi avanzati dalla Commissione europea nell’ambito della procedura d’infrazione avviata nel luglio 2025. Proprio per rispondere alle osservazioni comunitarie, la discussione in Aula era stata rinviata nei mesi scorsi.

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