Una voce che arriva da lontano, ma parla ancora il linguaggio delle radici. Dalla comunità veneta in Brasile giunge la testimonianza di Severino Antonio Carminatti, 97 anni, figlio di João e Rosa Casarotto, nipote di emigrati italiani partiti da Bergamo e Vicenza per cercare fortuna oltreoceano.
Il video, inviato da Davino Contini della Famiglia Bellunese “Serra Gaucha”, è stato realizzato da Lauro Antonio Finatto e conserva un racconto prezioso: quello di un uomo che, con lucidità e affetto, ricorda le fatiche e i valori dei primi coloni italiani nel Rio Grande do Sul, nello specifico nella comunità di Capela São Roque, Linha 18, comune di Casca.
Nelle sue parole, Severino rievoca la cultura, la fede e la tradizione gastronomica tramandate dagli antenati, elementi che ancora oggi rappresentano l’anima delle comunità d’origine veneta in Sud America. Racconta come i primi arrivati trovarono un territorio coperto da una fitta foresta di pini araucaria, da cui ricavarono il legname necessario per costruire le prime abitazioni e avviare le attività agricole.
Il cognome Casarotto, spiega, deriva dal diminutivo di “casaro”, termine che nel dialetto del Nord Italia significa “formaggiaio” o “produttore di formaggi”, un richiamo diretto alle professioni e ai saperi dei suoi avi.
Con voce serena e memoria vivace, Severino Carminatti testimonia una storia di emigrazione, resilienza e identità che continua a unire idealmente il Veneto e il Brasile.
“Signor Severino – si legge nel messaggio di accompagnamento – che Dio la benedica.”




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