Svizzera, terra di immigrazione. Oggi più stranieri di un secolo fa

Redazione | 04 dicembre 2024 alle 15:45 | 0 commenti

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I bellunesi lo sanno bene: la Svizzera ha una lunga consuetudine con l’immigrazione. Terra di approdi per chi cerca migliori condizioni di vita fin dai secoli scorsi, anche oggi la Confederazione vede una notevole presenza di persone straniere. Attualmente, ha di recente rilevato swissinfo.ch in un articolo di Matthew Allen, la popolazione residente di nazionalità non elvetica corrisponde al 27% degli 8,9 milioni di persone che abitano nel Paese. Non solo. Nel corso del 2023 i flussi in ingresso sono cresciuti dell’11,7% rispetto all’anno precedente. E, sottolinea Allen, «la proporzione di persone straniere che vivono in Svizzera è molto più elevata rispetto a un secolo fa, quando questo gruppo rappresentava il 10% dell’intera popolazione».

Italiani in testa
La maggior parte degli immigrati proviene dai Paesi vicini, Italia in testa. La comunità dei nostri connazionali, giunti in massa al di là delle Alpi dal secondo dopoguerra in avanti, è ancora oggi quella più rappresentata tra i gruppi stranieri, con una fetta pari al 14%. Appena dietro i tedeschi (13,4%), i portoghesi (10,6%) e i francesi (6,8%). Oltre alla prossimità geografica, evidenzia swissinfo, a incidere è anche la lingua in comune.

La libera circolazione
A dare forma e sostanza a questa presenza, gli espatri che hanno segnato la seconda metà del Novecento (dal 1950 in poi l’incremento di stranieri è stato costante), rimpinguati dal nuovo slancio registrato a partire dal 2002, quando la Svizzera ha adottato il principio della libera circolazione delle persone aprendo le frontiere all’Unione europea. Da quell’anno, mette per esempio in luce Allen, «il numero di tedeschi e tedesche che hanno oltrepassato il confine per stabilirsi e lavorare nella Confederazione è esploso», facendo della Svizzera «la destinazione preferita delle persone tedesche che decidono di vivere all’estero».
Anche i portoghesi hanno beneficiato della libera circolazione, soprattutto dopo la crisi finanziaria del 2008 e il periodo di recessione che ne è seguito. Le statistiche dicono infatti che tra il 2008 e il 2012 il numero di immigrati dal Portogallo è aumentato del 20%.

Perché la Svizzera?
L’approfondimento di swissinfo indaga anche le motivazioni che spingono chi espatria a stabilirsi in Svizzera. Tra i fattori di spinta che emergono, la presenza di molte aziende multinazionali e il fatto che il Paese, secondo diversi sondaggi condotti tra la popolazione espatriata, sia considerato «uno dei posti migliori dove vivere e lavorare».
I punti di forza citati più spesso sono gli stipendi elevati, i bei paesaggi, l’ambiente relativamente pulito, l’efficienza delle infrastrutture, la stabilità, la pace e la sicurezza. Tra le note dolenti, l’elevato costo della vita e le difficoltà a interagire con la popolazione locale.

Risorsa o pericolo?

A proposito di popolazione locale, gli svizzeri cosa pensano degli immigrati?
«Da una parte – spiega il report di swissinfo – il settore economico apprezza le lavoratrici e i lavoratori stranieri che possono occupare posizioni altamente qualificate e di conseguenza danno una spinta all’economia». Dall’altra, «l’alta proporzione di persone straniere residenti ha suscitato lamentele da parte dei sindacati, preoccupati dal rischio di dumping salariale, e da parte dei partiti di destra, che temono un annacquamento dell’identità nazionale».

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