Girolamo Segato (1792-1836) è stato un naturalista, cartografo ed esploratore italiano, originario di Sospirolo, in provincia di Belluno. Figura poco conosciuta al grande pubblico, Segato è noto soprattutto per la sua particolare tecnica di conservazione dei tessuti organici, conosciuta come “pietrificazione”.
Fin da giovane mostrò interesse per le scienze naturali, la geografia e l’archeologia. Si formò da autodidatta, partecipò a scavi archeologici in Egitto e si dedicò allo studio delle mummie e delle tecniche di conservazione. Durante le sue ricerche sviluppò un procedimento chimico, tuttora non del tutto chiarito, che permetteva di mineralizzare organi e parti del corpo umano senza alterarne la struttura originale.
Questa tecnica gli consentì di conservare numerosi campioni anatomici, alcuni dei quali sono esposti a Firenze, presso il Museo di Storia Naturale dell’Università e altre collezioni scientifiche.
Oltre alla pietrificazione, Segato si dedicò anche a rilievi geografici e cartografici in un’epoca in cui molte aree del Mediterraneo erano ancora poco conosciute. La sua figura resta di interesse per studiosi e appassionati di storia della scienza, anche per il mistero che avvolge la formula usata nei suoi processi di conservazione.
Girolamo Segato morì a Firenze nel 1836. La sua figura è ricordata anche al MiM Belluno – Museo interattivo delle Migrazioni, presso la sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, dove viene valorizzato come uno dei personaggi bellunesi di rilievo, testimone di un territorio capace di produrre figure di spicco nel campo delle scienze e dell’esplorazione.
Negli ultimi anni il suo lavoro è stato riscoperto grazie a studi storici e mostre dedicate, che contribuiscono a far conoscere l’opera di un pioniere della conservazione anatomica e delle esplorazioni geografiche.




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