Arthur Gasparetto de Oliveira: la voce dei giovani italo-brasiliani tra tradizione e futuro ► VIDEO INTERVISTA

Marco Crepaz | 01 luglio 2025 alle 14:38 | 0 commenti

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All’interno del progetto “La voce dei giovani”, promosso dalla Famiglia Bellunese di Serra Gaucha, il consigliere Davino Contini ha raccolto le parole di Arthur Gasparetto de Oliveira, giovane di 19 anni nato a Nova Prata, nello stato di Rio Grande do Sul, in Brasile.

Arthur ha origini venete, grazie alla famiglia materna proveniente dal Comune di Montebelluna, in provincia di Treviso. La sua testimonianza riflette un forte legame con l’Italia, fatta di immagini, sapori, cultura e tradizioni.

«Per me l’Italia è sinonimo di Savoir Faire per realizzare il Silent Luxury», afferma Arthur. «Il design italiano è moderno ma radicato nella tradizione. Il popolo italiano sa accogliere con rispetto e la lingua italiana è accessibile perché latina».

Tra i simboli più amati, Arthur cita l’arte sacra fiorentina del Quattrocento e Dante Alighieri come pilastro culturale. Non mancano riferimenti ai simboli religiosi, come il Canto Gregoriano e la Messa Tridentina celebrata in Vaticano, a testimonianza di un forte senso di continuità delle tradizioni.

Il giovane italo-brasiliano sottolinea anche dettagli di vita quotidiana: «Gli italiani hanno una grande tecnica per preparare un ottimo caffè, anche se il caffè stesso è prodotto in Brasile. Del vino italiano apprezzo il Barolo».

In cucina il piatto preferito di Arthur è la polenta con ossobuco, mentre per la musica ha scelto Nessun Dorma di Giuseppe Verdi come emblema della lirica italiana. Tra le passioni c’è anche lo sci sportivo.

Guardando al futuro, Arthur sogna di proseguire i suoi studi in Italia nel campo dell’innovazione medica: «Il mio obiettivo è formarmi in un Paese che unisce tradizione e modernità, contribuendo con le mie competenze alla ricerca scientifica».

Il progetto “La voce dei giovani” raccoglie esperienze e sogni di ragazzi di origine bellunese residenti all’estero, creando un ponte tra le nuove generazioni e la terra d’origine delle loro famiglie.

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