La Famiglia Bellunese Serra Gaúcha ha pubblicato una nuova intervista nell’ambito del suo progetto culturale dal titolo “La voce della nonna”. Protagonista del racconto è Teresinha Leorato, 94 anni, originaria di Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona, ma nata e cresciuta in Brasile, nello stato di Rio Grande do Sul.
Teresinha è vedova di José Pedron, anch’egli di origini venete, scomparso il 23 luglio 1992. La loro è stata una famiglia numerosa e radicata: undici figli, di cui sette femmine e quattro maschi, accompagnati da quattrodici nipoti e cinque pronipoti.
Per molti anni, Teresinha ha vissuto nel comune di Protásio Alves, una piccola località del Rio Grande do Sul. Proprio qui si trova anche la tomba di padre Antonio Serraglia, missionario originario di Seren del Grappa (Belluno), segno della profonda connessione che lega questa terra brasiliana alla provincia dolomitica.
Durante l’intervista, curata da Davino Contini, Teresinha ha sottolineato come la sua longevità sia accompagnata da un elemento che considera fondamentale: l’unità familiare. «Sono arrivata a questa età con la famiglia unita. È una grazia di Dio», ha dichiarato.
Il progetto “La voce della nonna” si propone di raccogliere le testimonianze delle persone anziane di origine veneta che vivono in Brasile, conservando e valorizzando la memoria dell’emigrazione italiana. L’iniziativa si inserisce all’interno delle attività della Famiglia Bellunese Serra Gaúcha, da anni impegnata nel mantenere vivo il legame culturale e affettivo tra le nuove generazioni e le loro radici.
Questa intervista rappresenta un ulteriore tassello nella narrazione corale di una comunità che ha saputo mantenere forte la propria identità pur vivendo lontano dalla terra d’origine.




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