È tornata a vivere, dopo anni di cadenza non regolare, la “Prozesión de Santa Cros”, antica tradizione religiosa della Valle del Biois, risalente al calendario liturgico preconciliare che fissava al 3 maggio la festa dell’Invenzione della Santa Croce, commemorazione del ritrovamento delle reliquie della croce di Cristo da parte di sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino.
La rievocazione, tenutasi sabato 10 maggio 2025, ha coinvolto numerose comunità valligiane in un percorso che ha unito luoghi di culto e frazioni montane, partendo dalla Pieve di Canale d’Agordo e attraversando i villaggi fino a Falcade Alto, con arrivo a Sappade. Qui, nella chiesetta dedicata proprio alla Santa Croce, si è celebrata la Messa solenne presieduta da don Vito De Vido, guida spirituale di fatto dell’intera vallata.
Il rito ha ricalcato la tradizione che, un tempo, scandiva il calendario agricolo locale: si svolgeva in un periodo di transizione tra la fine della semina e l’inizio della fienagione, quando le attività nei campi rallentavano e le comunità potevano dedicarsi alla preghiera collettiva.
La processione, che ha coperto circa venti chilometri, ha toccato le frazioni di Feder, Fregona, Carfon, le località della Vallada e il suggestivo sito di San Simon, considerato il primo insediamento cristiano della valle. Qui è stato cantato solennemente il Credo. Il cammino è stato accompagnato da canti tradizionali, preghiere e dal suono festoso dei campanili, in un clima di raccoglimento e partecipazione.
Elemento centrale della processione è stato l’antico gonfalone e la croce della Pieve, omaggiati con un simbolico “bacio” nei luoghi di confine tra le comunità, segno di rispetto e riconoscimento reciproco. Numerosi i punti di ristoro allestiti dagli abitanti lungo il tragitto, a sottolineare il carattere conviviale e condiviso dell’iniziativa.
La “Prozesión de Santa Cros” si conferma così non solo come momento di pietà popolare, ma anche come metafora concreta del cammino sinodale e della collaborazione pastorale auspicata dalla Diocesi di Belluno-Feltre. Un’occasione per riscoprire legami antichi e costruire un futuro condiviso tra le piccole comunità delle Dolomiti.




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