Mese di maggio, mese del fioretto: alla scoperta dei santuari mariani della provincia di Belluno

Redazione | 01 maggio 2025 alle 00:11 | 0 commenti

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Il mese di maggio, nella tradizione cattolica, è il mese dedicato a Maria, simbolo di purezza, speranza e protezione materna. Nella provincia di Belluno, questa devozione assume una dimensione fortemente identitaria, radicata nei secoli e tramandata attraverso riti, fioretti, rosari e pellegrinaggi che animano santuari, chiese e capitelli sparsi tra valli e monti.

La pratica del “fioretto di maggio”, consistente in una preghiera quotidiana o in piccoli gesti di rinuncia offerti alla Madonna, si intreccia con la vita delle comunità bellunesi e rappresenta un appuntamento spirituale che coinvolge fedeli di ogni età.

I santuari mariani simbolo della devozione bellunese

Tra i luoghi più significativi del culto mariano nel territorio spicca il Santuario della Madonna del Piave a Belluno, presso Mussoi, meta di pellegrinaggi e preghiere speciali durante il mese di maggio. Sorto nel primo Novecento come ex voto per la salvezza durante la guerra, è ancora oggi un punto di riferimento per la spiritualità mariana locale.

Altro luogo simbolico è il Santuario di Santa Maria di Lourdes in Nevegàl (nella foto), luogo immerso nella natura che accoglie momenti di raccoglimento e celebrazioni all’aperto, grazie alla sua posizione panoramica e al silenzio che lo circonda. Qui, in particolare nel mese mariano, si tengono rosari serali, spesso accompagnati da canti e fiaccolate.

Anche il Santuario dei Ss. Vittore e Corona a Feltre, con la sua chiesetta dedicata alla Vergine, è punto d’incontro per gruppi di preghiera e fedeli che riscoprono, attraverso la liturgia e il silenzio della montagna, un legame profondo con la spiritualità mariana.

Rosari, processioni e momenti di comunità

Maggio è anche il mese in cui i capitelli votivi, presenti in moltissime borgate bellunesi, si ornano di fiori freschi e lumini, diventando luoghi di preghiera collettiva. In paesi come Pedavena, Cesiomaggiore, Santa Giustina o Canale d’Agordo, è tradizione ritrovarsi in orari serali per recitare il rosario davanti a questi piccoli ma significativi simboli di fede popolare.

In alcune parrocchie si organizzano fiaccolate mariane o processioni verso le chiese campestri, momenti in cui la devozione incontra il paesaggio alpino, in una sintesi tra natura, spiritualità e cultura che è profondamente bellunese.

Una tradizione che resiste e si rinnova

Il mese di maggio rappresenta per la provincia di Belluno un tempo speciale, in cui la tradizione religiosa si fonde con la vita comunitaria, mantenendo vive pratiche che parlano di identità, memoria e fiducia. Una spiritualità semplice e concreta, che trova nel fioretto, nella preghiera serale e nel pellegrinaggio verso i santuari un modo per riconnettersi ai valori più autentici.

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