Il blocco imminente del valico del Brennero accende il dibattito sul futuro dei trasporti transalpini e sulla tenuta economica delle aree produttive del Nord Italia. Sulla questione è intervenuta direttamente Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, definendo la chiusura della tratta come un atto di particolare gravità che rischia di trasformarsi in un precedente pericoloso per l’intero sistema logistico continentale.
Secondo l’analisi dell’associazione degli industriali, la Macroregione Alpina rappresenta il cuore pulsante del comparto manifatturiero europeo. Per questa ragione, l’interruzione dei flussi lungo un asse viario così cruciale non può essere considerata una semplice problematica locale, ma una vera e propria emergenza di portata europea, capace di minare la competitività delle imprese del Vecchio Continente in una fase storica già caratterizzata dalla necessità di accelerare sui mercati.
La proposta di Confindustria: corridoi tecnologici e redistribuzione dei flussi
Berton ha rimarcato che sul Brennero si stanno accumulando tensioni da troppo tempo e che le istituzioni comunitarie hanno il dovere di individuare soluzioni strutturali in grado di riequilibrare il transito delle merci tra i diversi territori. La proposta avanzata prevede la definizione di un piano di mobilità inedito per l’Europa centrale, basato sulla creazione di assi viari alternativi e nuovi corridoi tecnologici.
In questo scenario, la soluzione strategica individuata dagli industriali bellunesi risiede nella realizzazione di un collegamento diretto verso nord:
- Un nuovo sbocco rapido e sostenibile da sviluppare tra l’area del Veneto Orientale, l’Austria e la Germania.
- Una redistribuzione intelligente dei flussi logistici che consenta di attraversare la catena alpina senza congestionare i singoli valichi.
La presidenza di Confindustria ha evidenziato come l’attuazione di questo progetto non sia più procrastinabile, rappresentando la naturale alternativa per dare respiro a un’area geografica che costituisce la vera e propria spina dorsale dell’economia europea.
Il richiamo alle reti TEN-T e il superamento dei campanilismi
Nel suo intervento, Berton ha richiamato il recente regolamento europeo per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (la cosiddetta rete TEN-T), concepita proprio per dare vita a un sistema infrastrutturale integrato, resiliente e pienamente sostenibile a supporto del mercato unico. L’invito rivolto alla politica e alle istituzioni ai massimi livelli è quello di abbandonare ideologie sterili e logiche campanilistiche per passare a una fase puramente operativa.
L’obiettivo auspicato è l’applicazione di tecnologie moderne e materiali d’avanguardia che permettano di potenziare l’asse Nord-Sud riducendo al minimo l’impatto sul paesaggio e sull’ambiente circostante. Un processo di modernizzazione strutturale che, secondo Confindustria, dovrebbe ricalcare i grandi interventi già attuati con successo nel corso degli anni sull’asse Est-Ovest, come dimostrano i lavori sulla tratta autostradale A4, la realizzazione del Passante di Mestre, l’attivazione della Superstrada Pedemontana Veneta e lo sviluppo dell’Alta Velocità ferroviaria.




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