Veneto, buoni acquisto SSR: Bitonci chiarisce il sostegno al commercio di prossimità

Redazione | 05 gennaio 2026 alle 18:09 | 0 commenti

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L’assessore regionale allo Sviluppo economico e Commercio, Massimo Bitonci, è intervenuto per chiarire le finalità della misura di welfare integrativo destinata ai dipendenti del Servizio Sanitario Regionale del Veneto, a seguito delle critiche emerse sulla stampa in merito ai buoni acquisto da 350 euro.

«La misura non è stata concepita come un favore alle multinazionali dell’e-commerce», ha spiegato Bitonci, «ma come strumento di tutela del commercio di prossimità». L’iniziativa, nata in collaborazione con le organizzazioni sindacali, ha l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto di oltre 64.000 lavoratori della sanità veneta.

L’assessore ha sottolineato che i buoni sono utilizzabili anche nei negozi fisici e non esclusivamente online. La piattaforma digitale serve a garantire semplicità, trasparenza e rapidità di gestione, ma il sistema è strutturato per includere gli esercizi commerciali locali, compresi quelli di vicinato.

«Difendere i negozi di vicinato è una priorità politica chiara», ha aggiunto Bitonci. «Questi esercizi svolgono una funzione economica, sociale e urbana insostituibile, presidiano i centri storici, garantiscono servizi quotidiani e contribuiscono alla sicurezza e alla vivibilità delle città».

In vista del futuro, l’assessore ha annunciato lo studio di soluzioni per rafforzare l’utilizzo dei buoni nei negozi fisici, anche attraverso campagne mirate e l’ampliamento della rete degli esercenti convenzionati in collaborazione con le associazioni del commercio su sede fissa. La misura, sperimentale, permetterà di valutare l’uso dei buoni e di introdurre criteri che valorizzino la capillarità territoriale e la rete fisica per le successive edizioni.

«Sostenere i lavoratori del SSR e rafforzare il commercio di vicinato non sono obiettivi alternativi», ha concluso Bitonci, «ma due facce della stessa strategia: difendere il potere d’acquisto, mantenere ricchezza sul territorio e sostenere l’economia reale delle nostre città».

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